Sanzioni

Il contribuente che non abbia pagato l’imposta dovuta, o l’abbia pagata in misura inferiore, può regolarizzare la sua posizione con il ravvedimento operoso per legge entro 31 del mese dopo un anno dalla scadenza.

es.scadenza rata 16/12/2015 ravvedimento entro 31/12/2016

Molti comuni hanno deliberato/accettano il ravvedimento anche dopo un anno dalla scadenza , applicando una sanziona ridotta rispetto al accertamento d’ufficio per i contribuenti che si auto regolarizzano.

Nei casi che il contribuente che non abbia pagato l’imposta dovuta, o l’abbia pagata in misura inferiore e siano trascorsi i termini per il ravvedimento si consiglia di controllare sul sito del comune di competenza se ci sono agevolazioni per il pagamento in ritardo

sanzioni per ICI, TARSU, TOSAP

– omessa presentazione della dichiarazione o della denuncia
La sanzione è tra 100 e 200% dell’imposta dovuta -minimo euro 51,65.
– dichiarazione o denuncia infedeli
La sanzione è tra 50 e 100% oltre alla maggiore imposta dovuta .
In ambedue i casi, dopo la notifica dell’accertamento, se si paga entro il termine utile per ricorrere alle commissioni tributarie provinciali -60 gg dalla notifica- le sanzioni sono ridotte di 1/3.
– omesso o insufficiente versamento dell’imposta
La sanzione è del 30%, ridotta a 15% se pagata entro 90 giorni e all’1% giornaliero se pagata entro 15 giorni.

Riferimenti normativi: Per Tosap e Tarsu d.lgs.507/93 (art.53 e 76), per ICI d.lgs.504/92 (art.14). Per la sanzione sui mancati o insufficienti pagamenti dell’imposta vedi art.13 D.lgs.471/97.

sanzioni per TARES e nuova IUC (IMU, TARI, TASI)

– omessa, infedele o incompleta risposta al questionario di verifica inviato dal comune
La sanzione varia da euro 100 ad euro 500.
– omessa presentazione della dichiarazione o della denuncia
La sanzione è tra 100 e 200% dell’imposta dovuta -minimo euro 50.
– dichiarazione o denuncia infedeli
La sanzione è tra 50 e 100% del tributo non versato, con minimo 50 euro, oltre ovviamente alla maggiore imposta dovuta.
Nei casi suddetti, se si paga entro il termine utile per ricorrere alle commissioni tributarie provinciali -60 gg dalla notifica degli accertamenti-, le sanzioni sono ridotte di 1/3.
– omesso o insufficiente versamento dell’imposta
La sanzione è del 30%, ridotta a 15% se pagata entro 90 giorni e all’1% giornaliero se pagata entro 15 giorni.

Riferimenti normativi: Legge 147/2013 art.1 commi 691/705. Per la sanzione sui mancati o insufficienti pagamenti dell’imposta vedi art.13 D.lgs.471/97.

REGOLARIZZAZIONI SPONTANEE COL RAVVEDIMENTO OPEROSO

Il contribuente può regolarizzarsi spontaneamente pagando sanzioni ridotte rispetto alle suddette utilizzando il cosiddetto ravvedimento operoso.
Nel caso di imposte di competenza dell’Agenzia delle entrate (irpef, imposte di successione, di registro etc.) ciò è possibile anche nel caso in cui siano state avviate, da parte dell’amministrazione, attività ispettive o di accertamento (ma non se sono stati notificati atti di accertamento o liquidazione).
Per gli altri tributi (essenzialmente quelli locali) il ravvedimento può avvenire SOLO se non c’è stata alcuna attività di accertamento.

I termini per agire e le sanzioni ridotte fruibili sono esposti nella scheda pratica
Regolarizzare inadempimenti su imposte e tributi: il ravvedimento operoso

RIFERIMENTI NORMATIVI

  • D.lgs. 472/1997 art.13 (ravvedimento operoso), modificato, in ultimo dalla Legge 190/2014 art.1 comma 637
  • D.lgs. 471/1997 art.13 (sanzione per ritardati pagamenti), modificato dal DL 98/2011 (ravvedimento brevissimo) e dall’art.11 comma 3bis DL 16/2012 diventato legge 44/2012 (estensione del ravvedimento brevissimo a tutti i casi di ravvedimento dal 30/4/2012).
  • Circolare Ministero delle Finanze 138/E/2000.
  • Legge di Stabilità 2015 (Legge 190/2014) art.1 commi 637/640
  • D.lgs.158/2015

termini di prescrizione dei tributi locali

I tributi locali si prescrivono dopo cinque anni dal giorno in cui il tributo e’ dovuto oppure dal giorno dell’ultimo atto interruttivo tempestivamente notificato al contribuente (articolo 2948 comma 4 del Codice civile).Il termine di cinque anni invece del termine di dieci anni) e’ stata affermata dalla Cassazione con sentenza del 23 febbraio 2010. che sostiene che i tributi locali (a differenza di quelli erariali) sono “prestazioni periodiche” e, come dal l’articolo 2948 comma 4 del Codice civile, che stabilisce appunto la prescrizione in 5 anni.

I tributi locali (tassa per lo smaltimento rifiuti, per l’occupazione di suolo pubblico, per concessione di passo carrabile, contributi di bonifica) – dice la Corte – sono “elementi strutturali di un rapporto sinallagmatico caratterizzati da una ‘causa debendi’ di tipo continuativo suscettibile di adempimento solo con decorso del tempo in relazione alla quale l’utente e’ tenuto ad una erogazione periodica, dipendente dal prolungarsi sul piano temporale della prestazione erogata dall’ente impositore, o dal beneficio dallo stesso concesso” (Cassazione, sezione tributaria civile, sentenza 23 febbraio 2010, numero 4283).

link per approfondimento:
http://www.overlex.com/leggisentenza.asp?id=1342
http://www.gdc.ancitel.it/finanza-territorio/la-cartella-esattoriale-e-lingiunzione-si-prescrivono-come-lentrata/