TASI

Il tributo per i servizi indivisibili (TASI) si applica al possesso o alla detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati, ivi compresa l’abitazione principale, e di aree edificabili, mentre sono esclusi i terreni agricoli. La TASI è dovuta dal titolare del diritto reale e, nel caso in cui l’immobile sia occupato da un soggetto diverso da quest’ultimo, anche dall’occupante (nella misura, stabilita dal comune, compresa tra il 10% e il 30% dell’imposta complessivamente dovuta).

 Disciplina del tributo

La TASI è stata introdotta, a decorrere dal 2014, dalla legge n. 147 del 2013 (legge di stabilità per il 2014), quale imposta facente parte, insieme all’IMU e alla TARI, della IUC. La TASI, pertanto, non ha sostituito l’IMU, che è stata abolita solo per le abitazioni principali diverse da quelle di categoria catastale A/1, A/8 e A/9, e il proprietario paga entrambi i tributi.

Il presupposto della TASI è il possesso o la detenzione di fabbricati, compresa l’abitazione principale, e di aree fabbricabili, come definiti nella disciplina dell’IMU, mentre sono esclusi i terreni agricoli.

Per l’abitazione principale, si deve, quindi, far riferimento alla medesima definizione stabilita per l’IMU dall’art. 13 del D.L. n. 201 del 2011, che la individua nell’unità immobiliare in cui il soggetto passivo e il suo nucleo familiare risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente. Nella nozione di abitazione principale rilevante ai fini della TASI devono, altresì, essere ricomprese le ipotesi di assimilazione per legge o per regolamento comunale previste per l’IMU dallo stesso art. 13 del D.L. n. 201 del 2011.

La TASI è dovuta dal titolare del diritto reale (proprietario, titolare del diritto di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie) e, nel caso in cui l’immobile sia occupato da un soggetto diverso da quest’ultimo, anche dall’occupante. I due soggetti sono titolari di un’autonoma obbligazione tributaria e l’occupante deve corrispondere l’imposta nella misura, stabilita dal comune nel regolamento, compresa tra il 10% e il 30%, mentre la restante parte è a carico del titolare del titolare del diritto reale. In caso di mancata previsione della percentuale di ripartizione dell’imposta tra i due soggetti, la TASI è dovuta dal titolare del diritto reale nella misura del 90% e dall’occupante nella misura del 10%.
Nelle ipotesi di assimilazione all’abitazione principale l’obbligo di versamento della TASI ricade, invece, interamente sul titolare del diritto reale e non sull’occupante.
In ordine, poi, all’unità immobiliare assegnata dal giudice in caso di separazione, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, il coniuge assegnatario è l’unico soggetto tenuto al versamento della TASI, in quanto, come per l’IMU, deve considerarsi quale titolare del diritto reale di abitazione.

L’imposta si calcola applicando alla base imponibile, che è quella prevista per l’IMU, l’aliquota stabilita dal comune per la particolare fattispecie.

L’aliquota ordinaria stabilita dalla legge per tutti gli immobili soggetti alla TASI è pari all’1‰, ma i comuni possono ridurla fino all’azzeramento. Nella determinazione delle aliquote della TASI i comuni incontrano due limiti: in primo luogo, la somma delle aliquote della TASI e dell’IMU per ciascuna tipologia di immobile non deve essere superiore all’aliquota massima consentita dalla legge statale per l’IMU al 31 dicembre 2013, vale a dire il 6‰ per l’abitazione principale e il 10,6‰ per gli altri immobili (primo limite); in secondo luogo, per gli anni 2014 e 2015, l’aliquota della TASI non può superare il 2,5‰ (secondo limite). Per gli anni 2014 e 2015, è, inoltre, riconosciuto un ulteriore margine di manovrabilità dello 0,8‰, che può essere utilizzato dal comune per aumentare il primo limite (elevando la somma dell’IMU e della TASI fino al 6,8‰ per l’abitazione principale A/1, A/8 e A/9 e all’11,4‰ per gli altri immobili) oppure per aumentare il secondo limite (elevando l’aliquota della TASI fino al 3,3‰). E’ anche possibile per l’ente locale distribuire lo 0,8‰ tra i due limiti in questione (ad esempio aumentando la somma IMU+TASI all’11,1‰ e l’aliquota della TASI al 2,8‰).
Per i soli fabbricati rurali strumentali, è, inoltre, previsto che l’aliquota della TASI non deve superare l’1‰.

In materia di TASI i comuni possono anche stabilire detrazioni d’imposta. In particolare, per quanto riguarda l’abitazione principale e le unità immobiliari ad essa equiparate, il comma 677 dell’art. 1 della legge n. 147 del 2013 prevede che, laddove il comune utilizzi il margine di manovrabilità dello 0,8 per mille, deve stabilire detrazioni d’imposta o altre misure, “tali da generare effetti sul carico d’imposta TASI equivalenti o inferiori a quelli determinatisi con riferimento all’IMU relativamente alla stessa tipologia di immobili”.

Le ipotesi di esenzione dalla TASI sono indicate nell’art. 1, comma 3, del D.L. n. 16 del 2014, convertito dalla legge n. 68 del 2014, che prevede, come per l’IMU, l’esenzione per gli immobili posseduti dallo Stato e dagli altri enti pubblici ivi indicati destinati esclusivamente ai compiti istituzionali e per le fattispecie di cui all’art. 7, comma 1, lett. b), c), d), e), f), e i) del D.Lgs. n. 504 del 1992. E’, inoltre, prevista l’esenzione per i rifugi alpini non custoditi, i punti d’appoggio e i bivacchi.

La TASI deve essere versata in due rate mediante modello F24 o apposito bollettino di conto corrente postale secondo il modello approvato con decreto ministeriale. La prima rata deve essere corrisposta entro il 16 giugno di ciascun anno sulla base dell’aliquota e delle detrazioni dei dodici mesi dell’anno precedente. La seconda, a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno, con eventuale conguaglio sulla prima rata, deve essere versata entro il 16 dicembre sulla base degli atti pubblicati sul sito www.finanze.gov.it alla data del 28 ottobre di ciascun anno d’imposta. In caso di mancata pubblicazione entro il termine del 28 ottobre, si applicano gli atti adottati per l’anno precedente. E’, inoltre, possibile effettuare il pagamento in unica soluzione entro il 16 giugno dell’anno di riferimento.

La TASI non si applica nella Provincia Autonoma di Bolzano e nella Provincia Autonoma di Trento. In sostituzione di tale tributo, nonché dell’IMU, nei comuni della Provincia Autonoma di Bolzano è stata istituita l’imposta municipale immobiliare (IMI) e in quelli della Provincia Autonoma di Trento l’imposta immobiliare semplice (IMIS).

normativa
Prassi amministrativa (circolari, risoluzioni, note, FAQ e comunicati)

 Novità TASI 2016

Abitazioni in comodato ai familiare: modalità applicative della riduzione della base imponibile Il Dipartimento delle finanze del MEF con la Risoluzione n. 1/DF, prot. n. 3946 del 17 febbraio 2016, fornisce chiarimenti sulle modalità applicative per la concessione della riduzione del 50 per cento della base imponibile Imu e TASI in caso di cessione dell’abitazione in comodato ai familiari. Specifica inoltre, le regole per la registrazione del contratto di comodato, il concetto di “un solo immobile” e la casistica.
17-02-16-Risoluzione-comodato-legge-di-stabilita-2016-Definitivo-per-sito.pdf
Come dal link
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