IMI

IMI – Imposta municipale sugli immobili

A partire dall’anno 2014, per gli immobili situati in provincia autonoma di Bolzano, è dovuta l’imposta municipale sugli immobili IMI e non trovano più applicazione le norme nazionali che disciplinano l’IMU e la TASI.

Per il calcolo sono necessari due parametri, cioè la BASE IMPONIBILE e le ALIQUOTE.

BASE IMPONIBILE

  • Elenco puntatoper i fabbricati iscritti in catasto la base imponibile è il VALORE CATASTALE;
  • per le aree fabbricabili il valore è costituito dal VALORE DI COMMERCIO;
  • in caso di lavori di costruzione, ricostruzione o ristrutturazione è calcolata l’AREA EDIFICABILE;
  • per fabbricati di interesse storico o artistico e per fabbricati per i quali vengono meno i presupposti per l’agibilità o l’abitabilità la base imponibile è ridotta del 50 % (per i fabbricati di interesse storico o artistico i comuni hanno potestà regolamentare).

Il valore catastale sarà indicato sull’estratto catastale in aggiunta alla rendita catastale. Nel caso di indicazione mancante, per il calcolo del VALORE CATASTALE, la rendita catastale dovrà essere moltiplicata con i seguenti moltiplicatori:

VALORE CATASTALE

168 per fabbricati, in categoria catastale A (eccetto categoria catastale A10);per fabbricati, in categoria catastale C/2, C/6, C/7 (=pertinenze);
147 per fabbricati, in categoria catastale B;per fabbricati, in categoria catastale C/3, C/4 e C/5;
84 per fabbricati, in categoria catastale A/10 e D/5;
68,25 per fabbricati, in categoria catastale D (eccetto categoria catastale D/5);
57,75 per fabbricati, in categoria catastale C/1.

ALIQUOTE

0,76% aliquota ordinaria;
i comuni possono modificarla, in aumento o in diminuzione, sino a 0,5 punti percentuali;
0,4% abitazione principale e relative pertinenze C/2, C/6, C/7 (nella misura massima di 3 unità pertineziali, di cui al massimo 2 della stessa categoria)
0,56% fabbricati in:
categoria catastale A11 (=rifugi);
categoria catastale C/1 (=negozi e botteghe);
categoria catastale C/3 (=laboratorio per arti e mestieri);
gruppo catastale D (eccetto categoria catastale D/5);
abitazioni della categoria catastale A utilizzate per attività ricettive in esercizi ricettivi a carattere alberghiero ed extraalberghiero ai sensi della LP n. 58/1988;
0,2% affitta camere e appartamenti per ferie ai sensi LP n. 12/1995 e relative pertinenze*) in categoria catastale C/2, C/6, C/7;
fabbricati utilizzati ad uso agrituristico ai sensi LP n. 7/2008 e relative pertinenze*) in categoria catastale C/2, C/6, C/7,
*) nella misura massima di 3 unità pertinenziali, di cui al massimo 2 della stessa categoria.
I comuni possono stabilire criteri per l’applicazione di questa aliquota;
I comuni possono aumentare questa aliquota fino allo 0,1 %;
Limitatamente ad affitta camere e appartamenti per ferie ai sensi LP n. 12/1995 i comuni turistici fortemente sviluppati (DPGP n. 55/2007) possono aumentare l’aliquota fino al massimo dello 0,36 %.
0,2% Per fabbricati rurali strumentali:
abitazione di dipendenti esercenti attività agricole nell’azienda (se in esercizio più di 100 giorni/anno);
uso come ufficio dell’azienda agricola;
0,2% istituzioni scolastiche paritarie ai sensi della LP n. 12/2000, art. 20-bis;
enti non commerciali ai sensi del DPR n. 917/1986, art. 73 com. 1 lettera c);
organizzazioni non lucrative di utilitá sociale (ONLUS) ai sensi D.Lgs. n. 460/1997, art. 10.
I comuni possono approvare in altri tre casi aliquote ridotte, sino a 0,5 % partendo dall’aliquota ordinaria di 0,76 %:
abitazioni e relative pertinenze *) concesse in uso gratuito a parenti in linea retta di qualsiasi grado e in linea collaterale entro il secondo grado, se nelle stesse il parente ha stabilito la propria residenza e dimora abituale;
per una sola abitazione e relative pertinenze*) di cittadini A.I.R.E. del comune se non locate.

*) nelle categorie catastali C/2, C/6, C/7 – nella misura massima di 3 unità pertinanziali, di cui al massimo 2 della stessa categoria.