Pertinenze IMU-TASI esenzioni “limitate”

La CORTE DI CASSAZIONE con Ordinanza 23 giugno 2017, n. 15668 stabilisce che:

Un pertinenza o garage nell’ordinanza  non può essere considerato pertinenza dell’abitazione principale e quindi beneficiare dei relative esenzioni  se non c’è contiguità spaziale tra i due immobili. La distanza non accettabile tra garage e abitazione fa venir meno i vantaggi di pertinenza, che è indispensabile per poter fruire dell’esenzione IMU, di conseguenza anche TASI.

Nel caso di parla di un garage situato nel COMUNE ROANA  e  di una abitazione principale situata nel comune di Venezia zona Lido, ossia 140 km di distanza a voi le osservazioni.

link della sentenza.

Dal sito della CASSAZIONE:

 la seguente ORDINANZA sul ricorso 17990-2016 proposto da: SCHIAVON FABRIZIO, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA TOMMASO SALVINI 55, presso lo studio dell’avvocato CARLO D’ERRICO, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato PAOLO BURLINET1’0; – ricorrente – contro COMUNE ROANA; – intimato- avverso SEKITI n. 521/24/2016 della COMMISSIONE TRIBUTARIA RI X.; I ON AI i di VENEZIA, depositata il 26/04/2016; udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non partecipata del 17/05/2017 dal Consigliere Dott. LUCA SOLAINI. R.G. 18353/16 Con ricorso in Cassazione affidato a un unico motivo, illustrato da memoria, nei cui confronti l’ente impositore non ha spiegato difese scritte, la parte contribuente impugnava la sentenza della CTR del Veneto, relativa un avviso di accertamento IMU per il 2012 emesso per l’assoggettabilità a imposta di un garage sito nel predetto comune che il contribuente aveva ritenuto asservito al vincolo pertinenziale di un’abitazione principale di proprietà del medesimo sita nel comune di Venezia-Lido, dove il contribuente era residente, denunciando la violazione delle norme e dei principi in tema di pertinenze (art. 817 c.c.) e della sua interpretazione all’interno del richiamo effettuato dal D.L. n. 201/11, in quanto, erroneamente i giudici d’appello non avevano riconosciuto, a fini fiscali, il vincolo pertinenziale tra il garage e l’abitazione del contribuente, basandosi sul solo profilo oggettivo della distanza degli immobili, senza valorizzare il requisito soggettivo consistente nell’effettiva volontà dell’avente diritto di creare il predetto vincolo di strumentalità e complementarietà funzionale. Il Collegio ha deliberato di adottare la presente decisione in forma semplificata. Il motivo è infondato. Secondo l’insegnamento di questa Corte, “In tema di imposta comunale sugli immobili (ICI), l’esclusione dell’autonoma tassabilità delle aree pertinenziali, prevista dall’art. 2 del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, si fonda sull’accertamento rigoroso dei presupposti di cui all’art. 817 cod. civ., desumibili da concreti segni esteriori dimostrativi della volontà del titolare, consistenti nel fatto oggettivo che il bene sia effettivamente posto, da parte del proprietario del fabbricato principale, a servizio (o ad ornamento) del fabbricato medesimo e che non sia possibile una diversa destinazione senza radicale trasformazione, poiché, altrimenti, sarebbe agevole per il proprietario al mero fine di godere dell’esenzione creare una destinazione pertinenziale che possa facilmente cessare senza determinare una radicale trasformazione dell’immobile stesso” (Cass. n. 22128/10, 22844/10, 25170/13, 25127/09, secondo Cass. ord. n. 1390/16, ma anche 18470/16, 26077/15, è irrilevante il regime di edificabilità attribuito dallo strumento urbanistico all’area pertinenziale, ma è sempre necessaria la verifica non solo del requisito soggettivo, ma anche della rigorosa verifica della sussistenza del profilo oggettivo e fattuale, ossia della destinazione effettiva , e concreta della cosa al servizio od ornamento di un’altra, sulla base di un vincolo di accessorietà durevole, che non si risolva in un mero collegamento materiale rimovibile “ad libitum”). Nel caso di specie, l’immobile che il contribuente dichiara di aver asservito ad altro di sua proprietà è un garage sito nel comune di Roana, mentre l’abitazione servita da tale garage è ubicato nel comune di Venezia-Lido, pertanto, la distanza degli immobili è tale che la durevolezza del vincolo pertinenziale è suscettibile di essere rimosso secondo la convenienza del contribuente, senza necessità di “radicali trasformazioni” per una diversa destinazione, rimettendo la possibilità di fruire dell’agevolazione alla mera scelta del contribuente e ciò è in chiaro contrasto con il principio di capacità contributiva. D’altra parte, manca nella presente vicenda, il requisito della contiguità spaziale (Cass. nn. 12855/11, 4599/06, 24104/09, 12983/02); né risulta dal ricorso l’esistenza di quel vincolo cartolare di contestuale destinazione al servizio dell’abitazione al momento del separato acquisto del garage, a mente dell’art. 10 DL 5/2012. La contumacia dell’ente impositore esonera il collegio dal provvedere sulle spese. Ric. 2016 n. 17990 sez. MT – ud. 17-05-2017 -2- Va dato atto della sussistenza dei presupposti, per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso. P.Q.M. LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONERigetta il ricorso. Ai sensi dell’art. 13 comma 1 quater del D.P.R. n. 115 del 2002, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1 – bis dello stesso articolo 13. Così deciso in Roma, alla camera di consiglio del giorno 17.5.2017 esidente DotttGe Cirillo lL CA4CF. JJER

 

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